EFFETTO FARFALLA

21 Apr

Si chiama “Effetto farfalla” la teoria in base alla quale piccole variazioni nelle condizioni iniziali producono effetti a lungo termine sull’intero sistema.

Il mio amico “Uezzo” mi ha fatto l’onore di pubblicare il suo punto di vista sull’argomento, stimolato in questo da un vulcano dal nome impronunciabile che ha prodotto effetti sui voli (e non solo) di tutta Europa.

Secondo me succederà così. Non un meteorite, non una guerra atomica, non una catastrofe planetaria alla faccia di Giacobbo.
Una inezia, un piccolo sassolino in un ingranaggio a margine della grande catena dei rapporti economici globali.
E un piccolo  evento periferico può creare un’effetto domino dalle conseguenze inimmaginabili.  Il famoso “effetto farfalla”.

Io ci penso spesso, da qualche anno, quando apro il frigo. A volte è pieno e a volte è vuoto. Quando è vuoto devo andare al supermercato. Ho provato a coltivare le zucchine, ma poi mi dimentico di bagnarle e quando vado a far la spesa posso comprare 5 zucchine a € 1,20 e ti chiedi perché fare fatica a zappare la terra. La cosa incredibile sono le banane: 1€  per 6/7 banane, nonostante abbiano fatto 8.000 km per arrivare lì senza contare la confezione.
Davanti al frigo vuoto penso al battito d’ali della farfalla brasiliana di qualche anno fa.
Prendo l’auto per andare al supermercato ma sono in riserva. Vado dal benzinaio ma è chiuso perché non è arrivata l’autobotte. Il supermercato è chiuso perché i camion con la merce non sono arrivati. Questo perché 60 giorni prima una noce di cocco è caduta in un ingranaggio della centrale elettrica di una raffineria del Venezuela e ha bloccato temporaneamente la produzione, il prezzo del petrolio è schizzato alle stelle, eccetera eccetera.
Quindi il frigo resta vuoto. Ho scorte alimentari per una settimana, un mese calcolando le scatolette nella dispensa.  Nel frattempo il freezer si è fermato perché la fornitura di elettricità è stata sospesa. Ho un generatore di corrente la ho solo 5 litri di benzina per farlo andare. Mi dovrò mangiare 30 pizze surgelate in 2 giorni.  Non ho il riscaldamento né l’acqua calda. Non erogano più gas.
Che bello! si ritorna a vivere come una volta!
Parto in bicicletta per comprare del formaggio dal pastore, ma lui non ha più latte perché non è arrivato il mangime per le mucche che proviene da oltreoceano. La produzione di cereali e foraggio per gli animali in pianura padana è inesistente, le coltivazioni sono altrove. Mangerò bresaola della Valtellina, ma in Valtellina non esistono quasi più mucche. La carne arriva dall’Argentina, o forse è vero quello che si dice che la bresaola è fatta con carne di gnu. Vabbè mi farò il pane. Purtroppo la farina è finita, ho trovato un campo di grano superstite a 200km di distanza, ma non sono capace di macinarla. Non resta che l’orto. Ma i semi dove li trovo?  Il consorzio agrario è chiuso da 5 anni. Scambio dei semi di insalata con delle bottiglie di vino, l’insalata cresce bagnata con l’acqua del lago, presa con una tanica che ho ottenuto scambiando un fornellino a gas, ma quando è cresciuta me la rubano di notte. Allora vado a caccia. A sassate catturo una quaglia ma il mio cane invece di riportarla se la ingoia,  povera bestia erano 3 giorni che non mangiava; potrei mangiarmi il cane, ma ho paura che mi resti sullo stomaco il rimorso. Ho freddo, gli accendini hanno finito il gas, non compro fiammiferi da anni, ma riesco con l’obiettivo della macchina fotografica a collimare i raggi solari per accendere il fuoco. Brucio la poca legna che mi sono conteso con le migliaia di persone che sono arrivate dalla città.
Allora chiudo il frigo, prendo la macchina vado a fare benzina e al supermercato stracarico il carrello a dismisura.
Ma il pensiero resta. Quando: domani, tra 10 anni, forse mai.
Ma magari è giunto il momento di affiancare al GAS un GOS, un gruppo organizzato di sopravvivenza. Uno mette via i semi, uno gli attrezzi da giardino, l’altro ha i pannelli solari e soprattutto libri: come costruire una dinamo ad acqua, un torchio, o tagliare il sasso per fare una macina e poi condividere in caso di necessità.
Anche se forse è meglio morire tra i primi….

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6 Risposte to “EFFETTO FARFALLA”

  1. or 22 aprile 2010 a 07:28 #

    Oggi sarà una brutta giornata. Per me. Per altri, molto peggio.
    Ma l’effetto farfalla può essere anche questo: il fruscio di un altro pensiero, ben al di là delle preoccupazioni che riguardano solo “io”.
    Grazie

  2. pescesenzabicicletta 22 aprile 2010 a 13:41 #

    E’ ‘Apocalipse now’ o ‘Io sono leggenda’? Non ci resta che fare come Cirano: sole, braccia levate all’agricoltura e fantasia…

  3. Andreas Voigt 22 aprile 2010 a 16:50 #

    Posso condividerlo sul mio blog questo post? E’ bellissimo!

    • Cirano 22 aprile 2010 a 17:05 #

      Ma certamente! Farà molto piacere al mio amico Uezzo.
      🙂

  4. diego 25 aprile 2010 a 14:09 #

    Prima del suicidio consiglio la lettura de “La strada” di Cormac McCarthy.
    Non ci sono soluzioni ma è un libro bellissimo.
    Per i non-lettori basta attendere: è stato girato il film e tra breve dovrebbe arrivare in Italia.

    • Gianluca 19 giugno 2010 a 14:33 #

      Dopo questo post l’ho letto… e concordo pienamente: bellissimo.

      Non ci sono soluzioni. Sarà esattamente così.

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