IL GEOMETRA E IL PENSIERO ANTITETICO

1 Mar

Questo è un post della serie “Promo mai prono”, uno di quelli in cui, a mio insindacabile giudizio promuovo idee, iniziative, proposte. Sebbene il giudizio sia insindacabile (in fondo questo è il mio blog), una spiegazione è dovuta.

Sono sempre stato colpito, fin fa bambino, dalle persone che sono incappate  in una sventura quando la situazione di pericolo sta per cessare. Ancora oggi quando mi imbatto in un cippo che ricorda un morto partigiano e vedo la data, quando questa è vicina a quella della liberazione non posso fare a meno di pensare “Se fosse riuscito a nascondersi ancora un po’ quel poveretto sarebbe scampato”.

Lo stesso avveniva molti anni fa alle prime classi delle elementari, era il periodo delle vaccinazioni di massa per combattere la poliomielite. Uno zuccherino, una sorta di vaccinazione premio quando di caramelle ne giravano poche. Eppure nelle classi superiori c’era sempre qualcuno che non aveva fatto in tempo a prendere lo zuccherino e che trascinava il suo corpo con fatica con tutori o stampelle, quando non mollemente adagiato in una carrozzina!

Non so se Renato sia una vittima del “Talidomide” in realtà quando è nato era già qualche anno che si era scoperto che le donne trattate con talidomide davano alla luce neonati con gravi alterazioni congenite dello sviluppo degli arti, ovvero amelia (assenza degli arti) o vari gradi di focomelia (riduzione delle ossa lunghe degli arti) ma alla mamma il peso del dubbio è sempre rimasto.

Cosa accomuna  tutti questi piccoli drammi? Quello di essersi consumati tutti vicino alla soglia del “cessato pericolo”.

Ma torniamo a Renato, almeno apparentemente se ne è sempre fatto un baffo del sua handicap, ci ha sempre lottato contro per dimostrare che non lo limitava, Ha giocato a basket, mica quello in carrozzina (e li oggettivamente qualche problema ce l’aveva) pratica lo sci, lo fa meglio di me, ha fatto trekking, scalato montagne, come se fosse un testimonial delle “stampelle no limits“.

Quello che Renato non aveva ancora fatto è stato quello di trasformare un punto di debolezza in un punto di forza, usare il  “pensiero antitetico” che da il nome al post. Ci è riuscito con “TOMPOMA” la stampella progettata da chi le stampelle le ha sempre usate, anzi “subite”.

Senza particolare formazione universitaria ma autodidatta e meticoloso come un genio rinascimentale, Renato ha messo al servizio di tutti la sua esperienza e chiede il nostro voto per un concorso promosso da Regione Lombardia, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Milano. E’ già arrivato in finale nella sezione “Alimentazione e salute”, glielo vogliamo dare un “aiutino”!?!

VOTATE seguendo questo link.

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2 Risposte to “IL GEOMETRA E IL PENSIERO ANTITETICO”

  1. pescesenzabicicletta 1 marzo 2010 a 12:39 #

    Come si fa a non votare? Tompoma è così bella e funzionale, l’idea innovativa, imprenditoriale e con un approccio di marketing molto molto ‘personale’ … VOTATE VOTATE VOTATE!

    • Cirano 1 marzo 2010 a 20:34 #

      Almeno un risultato Renato l’ha già raggiunto: la candidatura è stata presentata correttamente … che di questi tempi ….
      🙂

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