Emission zero: tubi not to be

16 Nov

Da quando il mio amico Donato mi ha definito “Poeta da cantiere” (e lui di cantieri se ne intende) credo di essermi montato un po’ la testa e mi sono messo a fare le pulci ad un mio defunto collega d’oltre manica.

Scherzi a parte i tubi mi stanno simpatici, un po’ meno se devo fare le tracce o i buchi per inserirli all’interno, ma mi ricordano un vecchio film di Terry Gilliam intitolato Brazil. Poi ho scoperto che uno di loro si chiama “corrugato” e me ne sono appassionato, indovinate perché:

corrugato

I tubi sono tanti e diversi, ognuno ha la sua funzione, scorrono dalla testa ai visceri della “balena” con il loro carico di informazioni, dati, collegamenti, liquidi, temperature, energia …

fotovoltaico1Mi sono risoluto dunque a farveli conoscere ad uno ad uno a cominciare dal “primogenito” di colore grigio nel quale scorre il cavo che trasferisce l’energia elettrica prodotta dai pannelli, corrente continua attorno ai 500 volt all’inverter che la trasforma in corrente alternata a 220 volt.

Passo dunque alla “foto di famiglia”, eccoli qua tutti insieme in un passaggio obbligato, nell’ordine da destra a sinistra ve li presento:

  • tubi3 vestito di un “tubino” aderente in latex nero lucido ecco il tubo che porterà il fluido dai pannelli solari fotovoltaici al serbatoio d’accumulo dell’acqua calda (detto “volano termico”);
  • lo conoscete già, è il primogenito, di colore grigio chiaro e un diametro di 40 mm, è quello che porta l’energia dei pannelli fotovoltaici
  • di colore blu, acqua calda e acqua fredda e tubo di “ricircolo”;
  • di rame, avvolti in un isolante termico di spugna di colore nero, non si vedono benissimo ma sono quelli che fanno la curva ad angolo retto, servono per il  per il riscaldamento a bassa temperatura
  • si chiamano “corrugati” sono i miei preferiti, adesso li fanno anche colorati ma qui posso mostrarveli sono in versione nera, a differenza degli altri che sono stati posati dalla ditta che eseguirà gli impianti termici, questi li abbiamo posati io e “Rossana”. Servono un po a tutto, fili elettrici, cavi telefonici, cavi tv, satellite, citofoni, ecc… non bastano mai. Per non sbagliare ne abbiamo infilati 4 da 32 mm di diametro e uno da 20, poi si vedrà con cosa infilarli.

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3 Risposte to “Emission zero: tubi not to be”

  1. Donato 16 novembre 2009 a 12:34 #

    Caro poeta,
    sono sempre più affascinato dai Tuoi racconti ma che cosa è quella cosa rosa con le onde che hai fotografato? Io in cantiere non l’ho mai vista!!!!

    • Cirano 16 novembre 2009 a 21:37 #

      Si tratta di un “corrugato umano”, aumenta con l’età, le preoccupazioni e le incavolature … ma poi passa!
      🙂

  2. pannelli solari 26 settembre 2010 a 00:25 #

    ottima esperienza…

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