Emission zero: prima del rush finale

13 Nov

Da ieri un silenzio strano domina a casa di Cirano. Niente rumori di frese, martelli, motoseghe, compressori, trapani, ecc…  L’impresa che ha rifatto il tetto se n’è andata (almeno per il momento) e sotto il cappello nuovo giace, silenzioso, il “gigante ferito”.

Le soglie delle finestre spostate verso l’esterno lasciano intravvedere i “tagli” aperti sotto gli infissi, aperture innaturali solo provvisoriamente tamponate con strisce di polistirolo bianco a mo’ di cerotto, l’intonaco esterno lacerato e rifatto alla meglio nei punti di inserimento dei nuovi travi del tetto o dove andranno posizionati i tubi per i rinnovati impianti tecnologici. L’erba del giardino annerita, quando non definitivamente soffocata,  nei punti in cui hanno stazionato per settimane le tegole, in attesa di essere rimesse al loro posto. Il gelsomino, che solo pochi mesi fa saliva allegro sui graticci  addossati al muro sul lato sud ora giace penzoloni addossato ai tubi innocenti in attesa di una mano pietosa che lo risollevi e lo metta di nuovo nella sua posizione. Su tutto domina una polvere rossa (non riesco a fare a meno di farmi venire in mente le parole di Guccini: “La polvere rossa s’alzava lontano e il sole brillava di luce non vera…”) per fortuna si tratta solo della polvere rilasciata dal taglio delle tegole per raccordarle ai canali delle gronde o ai pannelli dell’impianto fotovoltaico integrato.

Lo scenario di desolata distruzione è coperto alla vista da una rete verde stesa pietosa attorno all’impalcatura a mascherare gli orrori dalla vista del pubblico. Mi accorgo solo ora che le plance di ferro per i camminamenti del ponteggio che avvolge questo “spettacolo” portano tutte il marchio PD. Ponteggi Dalmine ovviamente, che cosa avevate capito, mi piace pensare però che la sigla PD sullo scenario di distruzione e di rinascita possa essere una metafora!

Settimana prossima però si riprende “scoppiettanti”. S’inizia subito lunedì con il cappotto: 10 centimetri di spessore di “sughero biondo” a vestire di nuovo tutto l’edificio per tenerlo “caldo” per il prossimo inverno e quelli a venire. Nello stesso tempo di nuovo sul tetto, ma dall’altro lato 5 pannelli solari termici verranno montati per la produzione di acqua calda, anche ad integrazione del riscaldamento. Più sotto, nella pancia della “balena” un serbatoio da 1000 litri fungerà da riserva d’acqua calda, un volano termico, pronto ad immagazzinare energia rilasciata nei momenti migliori dall’avaro sole invernale. Al serbatoio verrà affiancata una caldaia a condensazione pronta ad intervenire quando, nelle giornate più grige, la natura non avrà nulla da dare.

Martedì della prossima settimana invece ci sarà la prima inaugurazione di un lavoro finito: alle ore 9,30, con l’allacciamento da parte dei tecnici dell’ENEL, entrerà in funzione l’impianto solare fotovoltaico. Non temete comunque di tutte queste novità vi darò conto nei prossimi bollettini di EMISSION ZERO!

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4 Risposte to “Emission zero: prima del rush finale”

  1. Donato 13 novembre 2009 a 08:59 #

    Sei un poeta!! Non avevo mai sentito aprlare in questo mod di un cantiere, e considera chevivo in cantiere!!!

    • Cirano 13 novembre 2009 a 11:37 #

      Non male potersi definire “Poeta da cantiere”. Potrei tenere seminari per muratori bergamaschi!!!
      Ci si vede a Bologna con la palla a spicchi.

      • Deusbrigno 13 novembre 2009 a 16:42 #

        questo è il mio primo commento, ma non potevo non dire nulla! e tu vorresti togliere ai muratori bergamaschi il loro gergo? nooooo…. ihihih… cmq bravo ottimo lavoro, tutti dobbiamo indrizzarci nella direzione delle emissioni 0. io parto con la macchina gpl, che aiuta… poi passerò alle pillole contro l’aerofagia!

      • Cirano 13 novembre 2009 a 17:02 #

        Perché le pillole contro l’aerofagia, collega il sedile al serbatoio, tutto aiuta!!!
        🙂

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