EMISSION ZERO: il sole che diventa corrente elettrica (2) I conti in tasca

3 Set

Avevo detto nel precedente post che mi sarei fatto i conti in tasca, vi ho tirato un po’ in lungo, ma è venuto il momento di accontentarvi.

Ho scelto di installare un impianto da 4,14 kWp, in grado di produrre nelle nel luogo e con le modalità con cui è stato posizionato circa 4470 kWh all’anno. Nel precedente post ho detto  che il conto energia mi paga 45 centesimi, ai quai devo aggiungere altri 18 centesimi che risparmio sull’acquisto dell’energia.  I conti sono quindi presto fatti: 4.470 x (0,45 + 0,18) = 2.816 €. Considerando un orizzonte temporale di 20 anni (pari a quello di erogazione delle tariffe incentivanti), si otterrà un introito totale pari a 2.816 x 20 = 56.322 € fermo restando che lo scambio sul posto permane attivo per tutta la vita utile dell’impianto stesso, non limitandosi ai primi vent’anni.

Le caratteristiche dell’impianto sono tali da garantirmi una scarto dello 0/+3% sulle potenze nominali, scarto che arrivare fino al  -10% a 10 anni dall’impianto e entro il -20% quando l’impianto avrà  20 anni di vita  (significa che continuerà a produrmi, anche fra 20 anni, quasi tutta la corrente di cui avrò bisogno, sia pure senza incentivazione). Delle garanzie del prodotto ne parlerò in seguito quando vi dirò delle modalità di scelta del contraente.

Un componente dell’impianto che potrebbe non avere la durata di 20 anni è l’inverter, che rappresenta generalmente una parte fra il 10% ed il 15% dell’investimento globale; il costo della sua sostituzione nel caso di danno dopo il periodo di garanzia va considerato all’interno del tempo di ammortamento dell’investimento. Ed in ogni caso è prevista la possibilità di stipulare un assicurazione al costo di 13€/anno per ogni kWp (dove “p” sta per “picco” e non per prodotto!!)

Detto questo per valutare la convenienza dell’investimento vi allego alcune tabelle che si riferiscono al grado di finanziamento che è possibile richiedere sull’impianto, nel caso in esame i conti sono stati fatti sulla base di una convenzione “Merci Dolci” e “Banca Etica” in vigore attualmente.

Scegliere se finanziarsi con risorse proprie l’investimento o farsi aiutare da una banca dipende della disponibilità di ciascuno.

In un primo tempo avevo pensato di pagare l’intervento con i miei risparmi ma poi abbiamo deciso per un intervento complessivo sull’edificio, per ridurre il suo fabbisogno termico, non solo elettrico e allora la banca ha dovuto per forza darci una grossa mano.

FINANZIAMENTO IN 5 ANNI:

Analisi_invest_BEtica1_5

FINANZIAMENTO IN 10 ANNI:

Analisi_invest_BEtica1_10

FINANZIAMENTO IN 15 ANNI:

Analisi_invest_BEtica1_15

FINANZIAMENTO IN 20 ANNI:

Analisi_invest_BEtica1_20

Siccome sono un tipo “prudente” ho esposto i conteggi con riferimento al “tasso fisso” ma per i più “spericolati”, per coloro che scelgono periodi di tempo per il prestito più brevi, o quelli che possono “rientrare dal mutuo” all’occorrenza in un periodo di recessione e di tasso di riferimento europeo all’1% (confermato ancora oggi dalla BCE) il tasso variabile è molto più conveniente. Io infatti (non è poi vero che sono così prudente)  ho scelto quello e, al momento in cui ho stipulato il contratto ho stipulato al 2,59% 🙂

In conclusione in commento e un’informazione aggiuntiva che non tutti conoscono e che credo possa essere utile. Il commento riguarda le situazioni estreme per il finanziamento dei pannelli fotovoltaici: se si disponesse di tutti i soldi necessari per acquistare l’impianto (sto parlando sempre di interventi “chiavi in mano”) il flusso di cassa rappresentato dall’investimento potrebbe essere visto come una sorta di “pensione integrativa” molto più conveniente dei vari fondi, chiusi o aperti, che siamo stati spinti ad acquistare qualche anno fa. Nel caso di un finanziamento bancario  in 20 anni si avrebbe un’entrata annua modesta, una sorta di “affitto del tetto”, che altrimenti non produrrebbe alcun reddito. In ogni caso alla fine del mutuo l’impianto vi farebbe risparmiare ancora l’80% del costo dell’energia.

L’informazione riguarda il “Premio per gli interventi migliorativi delle prestazioni energetiche dell’edificio”. In pratica se assieme al fotovoltaico io metto atto interventi per contenere i costi energetici del mio edificio ottengo un “bonus” sulla tariffa incentivata. Quindi se con cappotto, caldaia a condensazione, coibentazione del tetto, ecc… ecc… io riesco a dimezzare il fabbisogno energetico originario del mio edificio, la metà di questo risparmio mi viene riconosciuta come incremento della tariffa incentivata. Nel caso in esame, risparmiando il 50% di energia con gli altri interventi di contenimento energetico la mia tariffa incentivata passerà da 45 a 56 centesimi al kWh prodotto, lascio a chi ama particolarmente fare i conti in tasca al prossimo calcolare la differenza “in soldoni”!

Ringrazio Alain Gilles per i suggerimenti su come si scrivono kW e kWh correttamente.

cirano

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8 Risposte to “EMISSION ZERO: il sole che diventa corrente elettrica (2) I conti in tasca”

  1. alain gilles 4 settembre 2009 a 08:48 #

    Grazie per i ringraziamenti !

    Il testo è giusto , ma la penultima parola è sbagliata , bisogna scrivere kWh .

    Chiedo scusa , magari è già scritto in altre puntate , ma ora non ho tempo di controllare : gli incentivi per il fotovoltaico sono per tutti o c’è un numero chiuso ? ovvero , bisogna fare una domanda ed è accettata automaticamente o ogni anno assegnano una certa quota di finanziamenti e bisogna concorre e viene formata una graduatoria ?

    Ciao.

    • Cirano 4 settembre 2009 a 14:18 #

      Sistemato! Gli incentivi sono per tutti e non sono a numero chiuso.
      Novità 2009: solo una comunicazione all’Agenzia delle entrate se le spese vengono fatte a cavallo di due anni.
      Nessuna graduatoria, per info: http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Documentazione/Guide+Fiscali/Guida+risparmio+energetico+2008/

      • alain gilles 9 settembre 2009 a 12:46 #

        Chiedo scusa se sarò troppo superficiale nel seguito , ma il tempo a mia disposizione è limitato :
        1) mi sembra che il limite deciso dalla finanziaria è di 1200 MW per tutta l’ Italia e quindi c’è un numero chiuso che scopri solo dopo che fai la domanda ( dopo il parallelo ) . Con una potenza media che ipotizzo intorno ai 3 kW , fanno 400.000 famiglie
        2) la tariffa è bloccata per sempre , quindi se l’inflazione galoppa sei fregato
        3) non è giusto sommare 0,45 e 0,18 , devi fare il conguaglio tra quanto produci e quanto acquisti.
        4) a naso 10% di decadimento in 10 anni mi sembra troppo ottimista , e 20% in 20 anni ancora di più

  2. Krisi 4 settembre 2009 a 09:02 #

    Grande Cyrano e consorte.
    Siete un passo avanti a tutti, praticamente siete già arrivati. L’idea di investire nella risparmio energetico come forma di investimento la trovo furbissima !
    Invece di “fondi di investimento”,”pensioni integrative” o minchiate finanziarie, un bel pannello solare; concreto, tangibile e che nessuno vi fa sparire da sotto il naso come il gioco delle tre carte !
    Vi dedico quindi la bellissima canzone degli Animals: The house of the rising sun.

    P.S. Ma “fondi di investimento” cosa vuol dire esattamente ? Sono dei piccoli terreni dove si investono le persone con l’automobile ?

  3. Krisi 4 settembre 2009 a 13:00 #

    Ovviamente http://it.wikipedia.org/wiki/The_House_of_the_Rising_Sun non vuole essere un riferimento “letterario” al significato della casa nella canzone, nessuna allusione in merito !
    Solo il titolo calza molto bene… e poi mica siete di New Orleans.

    • Cirano 4 settembre 2009 a 14:19 #

      Grazie Krisi!!!

  4. KEK 9 settembre 2009 a 16:41 #

    1) Il limite effettivamente deciso dal dm del 2007 è di 1200 MW; al raggiungimento di tale soglia e dalla sua comunicazione, ci sono ancora 14 mesi per entrare in esercizio alle stesse condizioni.
    2) E’ vero, ma Berlusconi dice che le cose non potranno andare che meglio.
    3) E’ giusto sommare 0,45 e 0,18 (anche se a guardare i primi conteggi degli acconti pubblicati agli utenti dello SSP la remunerazione dei kWh immessi risulta di poco inferiore) poichè il meccanismo dello SSP consente di risparmiare il costo d’acquisto di ogni kWh consumato direttamente dalle utenze o, viceversa, essere rimborsato per i kWh immessi. Visto che tutta la produzione diventa o autoconsumo o immissione, è chiaro che per ogni kWh prodotto è di 18 cent. scarsi.
    Associato all’incentivazione del conto energia, il conto è presto fatto.
    4) Sono i risultati minimi garantiti, quindi, male che vada, non si va oltre.

    • alain gilles 10 settembre 2009 a 08:42 #

      Ma cos’ è SSP ?

      3) esempio : se oggi consumo 1000 kWh , ho un esborso annuale di 1000 x 0,18 = 180 Euro . Se confronto con una situazione dove produco 4000 kWh di energia elettrica con i pannelli fotovoltaici potrei fatturare tutti i 4000 kWh a 0,45 Euro/kWh e quindi fatturo 1800 Euro ogni anno e continuo a pagare a parte i 180 Euro , il guadagno rispetto a prima è 1800 Euro , oppure vado a fatturare solo la differenza perchè immetto in rete solo la differenza tra quanto produco e quanto consumo quindi fatturo 4000-1000=3000 x 0,45 = 1350 Euro , il guadagno rispetto a prima è 1350 – ( – 180 ) = 1530 Euro . Non mi sembra corretto fare 4000 x ( 0,45+0,18 ) = 2520 Euro . Siccome tra 1800 Euro e 1530 Euro c’è una bella differenza , il legislatore avrà sicuramente inserito nel meccanismo degli incentivi la sua soluzione preferita.
      4) Bisognerebbe sapere chi garantisce , sulla base di quali fatti si basa la garanzia e come si espliciterà la garanzia durante gli anni , sto parlando della garanzia di rendimenti . Stiamo parlando di 5 , …. 10 , ……. 20 anni !!

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