Emission zero: la gatta sul tetto che scotta

27 Ago

La gatta sul tetto che scotta è il titolo di un’opera teatrale di Tennessee Williams del ’54, diventata nel ’58 un celebre film con Paul Newman e Elizabeth Taylor. Il tema trattato dalle opere non c’entra nulla con il risparmio energetico ma il titolo rende bene l’idea di quanta energia si viene a concentrare su un tetto sotto il sole.

Siete mai saliti su un tetto in una giornata di pieno sole d’estate? Meglio ancora, avete mai passato qualche minuto sotto un tetto non coibentato, dove le tegole arroventate dal sole trasformano la soffitta in una fornace? Ebbene tutto questo sole, con gli opportuni accorgimenti può “lavorare per noi”; la sua energia può essere sfruttata sotto forma di calore (solare termico) o di elettricità (solare fotovoltaico).

Purtroppo d’inverno, quando ci sarebbe più bisogno di energia, la nostra stella fa la “tirchia” e non scalda abbastanza. Se questo non ci crea particolari problemi con la tecnologia fotovoltaica, che trasforma il sole in energia elettrica e viene immessa in rete per essere richiamata per il nostro consumo a piacimento, per l’energia termica le cose sono, da questo punto di vista, più complicate.

Succede infatti che, dopo aver dimensionato i pennelli per catturare il calore del sole ed integrare il riscaldamento, d’estate se ne debba coprire oltre la metà per non surriscaldare l’impianto e d’inverno l’integrazione al riscaldamento non sia che molto parziale a temperature realtivamente basse, utilizzabili sono nel caso si disponga di pannelli radianti sotto il pavimento.

domanda disponibilità energiaIl grafico a fianco mette a confronto la domanda di energia di un appartamento do medie dimensioni nel corso dell’anno con l’energia profotta da poco più di 5 mq di pannelli solari termici.

Qual’è il contributo del calore del sole al riscaldamento dell’edificio? Si va dal 5 al 20% a seconda delle fonti che ho consultato e i costi non sono proprio poca cosa:  c’è la superficie dei pannelli, ampia e costosa, c’è il serbatoio di accumulo, si parla attorno ai mille litri per la mia abitazione, ci sono centinaia di metri di tubi di rame coibentati (in questo momento il costo della materia prima è alle stelle), c’è ina quantità inimmaginabile di valvole e controvalvole, ricircoli e sicurezze. Insomma una scelta da fare incentivati dalla detrazione del 55% delle spese e spinti dal fatto che si sta facendo un’operazione EMISSION ZERO!!!

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