Patata pacciamata, patata fortunata.

12 Ago

Nel mio “orto bonsai”, tagliato su misura per i nostri consumi familiari, non manca mai un piccolo spazio per le patate. Si tratta di un striscia di terreno larga un metro e lunga cinque nella quale pianto, sotto un telo di polietilene preforato, due file alternate di patate distanti tra loro un cinquantina di centimetri, distanziate di 30 cm sulla fila.

Quest’anno ho piantato 30 patatine da semina selezionate, grandi più o meno come una pallina da ping pong, in un terreno ben lavorato concimato esclusivamente con letame di cavallo ben maturo.

La pacciamatura, oltre a impedire la crescita delle erbacce, è infatti necessario un limitato intervento di diserbo manuale fino a quando le piantine di patata non prendono il sopravvento impedendo alle male erbe di ricevere la luce, mantiene il terreno sempre fresco, leggero e umido. Le patate sotto la pacciamatura crescono quasi in superficie e non è necessario scavare molto per raccoglierle.

Mi rendo conto che il telo di polietilene non è il massimo dal punto di vista ecologico ma le alternative di teli biodegradabili hanno prezzi assolutamente proibitivi. Ricorro dunque al polietilene, pulendolo con cura a fine stagione per riutilizzarlo più volte e quando proprio non si può più riutilizzare perchè è lacero pieno di buchi fa ancora il suo buon servizio per un paio d’anni piegato in due a fare la guardia alla crescita delle erbacce sui camminamenti dell’orto!

PICT0011Ecco le foto di ieri durante la raccolta con mia figlia Alice: dapprima tolto le piante che ormai avevano raggiunto la fine del loro ciclo, poi rimosso di film di polietilene, sotto il quale facevano già capolino i primi tuberi.

PICT0019Quindi, mentre io rimuovevo la terra, Alice estraeva le patate che via via apparivano.

La “pezzatura” del raccolto non è stata niente male anche quest’anno! Anche le forme più strane non hanno mancato di allietare i nostre sforzi!

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Come sempre c’è stato qualche “incidente di percorso” …

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Ma non possiamo che dichiararci soddisfatti sia per quantità (guardate cosa non è venuto fuori da un paio di chili di patate da seme).

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Che per qualità!

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Ora la prosa è pronta a ricevere le insalate invernali.

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6 Risposte to “Patata pacciamata, patata fortunata.”

  1. or 13 agosto 2009 a 07:53 #

    Nel nostro orto, che per ora è ancora un “sogno d’orto” perchè appena iniziato, abbiamo provato la tecnica del cartone. E’ consigliata da chi fa coltivazioni bio. Tolti dai cartoni eventuale schoch (sic, non so come si scrive), si sistemano nel terreno, si fanno i buchi dove si pianta. Si può poi sistemare un pò di terriccio sui cartoni, ma solo a fini estetici. Con i pomodori ha funzionato benissimo, in più sono contenta per l’uso di materiale riciclato. Sembra che sia perfetto anche per eliminare erbacce/piantacce su zone ampie (in questo caso meglio interrare un pò i cartoni e fermarli con sassi). C’è un sistema anche per le semine: verifico sul mio vademecum e posto successivamente. Complimenti per le patatone..

    • Cirano 13 agosto 2009 a 21:02 #

      Interessante la tecnica dei cartoni, sono anche un ottimo “foraggio” per i lombrichi, ne vanno matti.
      L’unica perplessità che ho riguarda la tenuta: sono sufficiente a portare a termina una coltura come quella dei pomodori, ad esempio?

  2. lorella 13 agosto 2009 a 14:20 #

    Che bello il servizio sulla patata con figlia adolescente che collabora! Sembra una fiaba!!!
    Se l’hanno prossimo facciamo l’Editoria (non ho capito se interessa a qualcuno degli amministratori oppure no) sul tema degli orti mi aiuti?

    • Cirano 13 agosto 2009 a 21:09 #

      Cosa vuoi io sono un autodidatta con la laurea sbagliata, c’è in giro gente con le “contropalle”. Angelo per esempio! Comunque se vuoi una mano pongo una condizione: un paio di sindaci fa avevo mandato al sindaco di allora una proposta, assolutamente disinteressata sugli orti civici, per dare un ordine al far west che regna sugli argini dei torrenti dove vale la legge del più forte (o del clan).
      Nessuno si è degnato neppure di darmi una risposta. A distanza di anni le esperienze si sono moltiplicate, in Italia e all’estero. Chissà che ne pensa l’amministrazione. Se vuoi puoi leggere in proposito un mio vecchio post: https://iononperdonoetocco.wordpress.com/2008/04/19/critichiamo-il-sistema-costruendo-pezzi-di-mondo-migliore/
      Ciao

    • Anonimo 27 agosto 2010 a 17:25 #

      Per favore l’hanno prossimo si scrive SENZA H !!!!!!!!

      • Cirano 29 agosto 2010 a 06:52 #

        Mi è venuto il sangue freddo … a volte butto giù i post in gran fretta e senza rileggerli ma sarebbe stata grossa!
        Per fortuna l'”h” incriminata era in un commento!
        🙂

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