EMISSION ZERO: un “cappotto” per l’inverno, ma anche per l’estate

23 Lug

Mica sono tutte rose e fiori, riprogettare energeticamente un edificio non è una cosa che si improvvisa, non c’è “una soluzione”, ma tanti interventi, ognuno dei quali porta la sua fetta di risparmio e ha dei costi. Il “giochino” è calcolare il rapporto costi-benefici in relazione alle proprie disponibilità.

Ad esempio, isolando il solaio o il tetto si può generare un risparmio del 17%, del 25% facendo un intervento analogo sui muri perimetrali, serramenti adatti possono consentire un risparmio del 13%, mentre un sistema di ricambio dell’aria non lasciato all’improvvisazione della massaia che al mattino spalanca tutto e sprimaccia i cuscini, fa risparmiare il 10%. Seguono, in ordine di importanza allineati attorno al 9% le perdite dal pavimento, quelle legate a diseconomie dell’impianto termico, quelle per un uso irrazionale dell’elettricità e la produzione di acqua calda per uso sanitario. (FONTE: http://www.minergie.ch)

Siamo partiti dunque dal “bersaglio grosso”, così, anche se la casa è stata costruita in un materiale, per l’epoca (1992) già coibentante, abbiamo pensato al “cappotto”.

Il “cappotto” può essere di vari materiali naturali (sughero, lana di roccia, fibra di cellulosa, ecc…) o sintetici ( il polistirolo e i suoi cugini maggiori). Su quale sia meglio e sui vantaggi e svantaggi di ciascuno si potrebbe scrivere un “trattato” ma non è questa la sede. In ogni caso qualunque sia il materiale scelto si devono superare dei problemi legati allo spessore che si aggiunge ai muri perimetrali. Abbiamo valutato una serie di ipotesi, da quella più impegnativa (20 centimetri di fibra di cellulosa) ma avrebbe fatto assomigliare la casa ad un contenitore termico, a quelle “slim” che permettevano di non intervenire sulle soglie esistenti, ma realizzando risparmi poco significativi. La scelta è caduta su pannelli di sughero biondo dello spessore di 10 cm.

PICT0020Occorrerà tuttavia intervenire sulle soglie delle finestre prevediamo tre possibilità:

  1. spostarle, smontando il serramento, già dotato di doppi vetri atermici, ancora in perfetto stato, che vi è appoggiato sopra (se questo non si danneggia)
  2. aggiungere un “pezzetto all’esterno della lunghezza della coibentazione aggiunta per riportare l’effetto finale ( in questo caso non risolvendo il problema del “ponte termico” generato da una soglia che per un errore di costruzione arriva fino a filo del muro interno
  3. ricoprirle con una soglia più sottile, separata dalla prima da uno strato di materiale isolante ( risolvendo solo parzialmente il problema di cui al punto precedente).PIE_78

SDC10035C’è poi il problema del “gelsomino” e del “limone” che prosperano addossati alla parete sud della casa  il primo dei quali ormai oltre 16 anni fa ha “traslocato” con noi dalla vecchia abitazione e, si può proprio dire, che come noi “ha messo radici”.

Prevedo di potarli severamente tra qualche giorno, poi di staccarli dal muro addossandoli all’albero di fronte o stendendoli sul prato per consentire il montaggio del ponteggio. L’applicazione del cappotto dovrà poi prevedere una “licenza” che veda l’assottigliamento del suo spessore vicino al “colletto” delle piante, quando questo non sia sufficientemente staccato dal muro.

PICT0019PICT0022Ci sono poi i problemi come le tende da sole del terrazzo, che andranno tolte e rimesse con appositi tasselli chimici che si ancorano al cemento anche quando questo sia stato coperto dallo strato di 10 cm di sughero. Per finire parlando delle imposte, delle tende e delle zanzariere delle camere che dovranno essere tutte quante tolte, riposizionate e, in qualche caso, adattate ai nuovi spazi. Insomma, una bella “grana”.

Per fortuna ci saranno anche una serie di vantaggi addizionali rispetto al solo risparmio energetico, come, ad esempio, l’eliminazione di tutti i ponti termici. Quindi oltre alle soglie che mi “pescavano” il freddo dall’esterno trasportandolo in casa e facendo condensare su di esse l’aria più calda e umida dell’appartamento, PICT0017potrò finalmente farla finita con lo stesso inconveniente causato dalla “corea” del tetto.  Quest’ultima, gettata in cemento tradizionale, dotato di maggiore conduttività di quello “cellulare” usato per i muri, ed essendo insufficiente l’isolamento a suo tempo applicato, periodicamente ha bisogno di qualche intervento per togliere le tracce di muffa che tendono a formarsi specialmente in corrispondenza degli angoli e nei punti in cui si concentrava la traspirazione delle piante d’appartamento più grandi.

Anche se di questi tempi un po’ tutti i “gessisti”, gli “stuccatori”, le ditte che si occupano di controsoffitti, si stanno convertendo al risparmio energetico noi abbiamo, dopo attente valutazioni,  deciso di rivolgerci ad una ditta specializzata il cui intervento finito abbiamo potuto valutare a casa degli amici Roberta e Sandro.

Linko un ricordo di Montanelli, profetico annunciatore del degrado di un Paese,  curato, a otto anni dalla sua scomparsa del grande giornalista, da Marco Travaglio .

3 Risposte to “EMISSION ZERO: un “cappotto” per l’inverno, ma anche per l’estate”

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  1. EMISSION ZERO: il berretto di lana! « Io non perdono e tocco - 3 agosto 2009

    […] viene il cappello, anzi proprio il “berretto di lana” come voleva mia nonna. Ho già illustrato in un precedente post le soluzioni che intendo adottare per il cappotto che mi faranno risparmiare, secondo i calcoli […]

  2. Emission zero: le soglie della vecchiaia « Io non perdono e tocco - 30 ottobre 2009

    […] già detto in un precedente post che nel ‘92 avevamo commesso un errore di costruzione, posando le splendide soglie in granito […]

  3. La convenienza di ristrutturare oggi la casa - 14 marzo 2016

    […] EMISSION ZERO: un cappotto per l’inverno, ma anche per l’estate Mica sono tutte rose e fiori, riprogettare energeticamente un edificio non è una cosa che si improvvisa, non c’è una soluzione, ma tanti interventi, ognuno dei quali porta la sua fetta di risparmio e ha dei costi. Il giochino è calcolare il rapporto costi-benefici in relazione alle proprie disponibilità. […]

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