Rendite da pubblico impiego

30 Gen

Scrivere un post che tratta di questioni economiche in poche righe è difficile, oltretutto la materia è controversa, ha a che fare con l’ormai incancrenita “questione meridionale” e si rischia di essere fraintesi, ma la serie di articoli apparsi sul sito “noiseFromAmerika” mi hanno spinto a provarci. Rimando ai link originali per gli approfondimenti e espongo in “pillole”:

La notizia. Un articolo del Corriere della Sera denunzia che al Sud molte scuole private non pagano i propri docenti (o li pagano pochissimo) questi rinunziano allo stipendio pur di acquisire punteggi e scalare posti in graduatoria per diventare dopo qualche anno “docenti di ruolo” nella scuola statale.

Il sistema. Esiste tutta una rete di complicità in base alla quale i titolari di scuole private traggono enormi benefici dal “lavoro gratuito” degli insegnanti, i quali, a loro volta, si avvantaggiano della possibilità di trovare in futuro, vicino a casa un lavoro (pubblico) retribuito ben oltre la media degli stipendi del Sud.

L’analisi economica. Esiste, in particolare al Sud, una “rendita da pubblico impiego”, cioè un particolare vantaggio per chi lavora nel settore pubblico, in termini di maggiore resa economica rispetto al lavoro privato e al costo della vita, di stabilità, di prestigio, ecc… che spinge verso comportamenti clientelari, quando non illegali, che avvantaggiano la “Casta” e le lobbies che questa rappresenta.

La proposta. Per recidere il rapporto tra “Casta” e clientele viene esposta  una serie di misure draconiane, anche se, almeno in linea teorica, condivisibili. Difficile tuttavia appare la possibilità di misurarne gli effetti in maniera aprioristica. Interventi tanto duri hanno spinto un lettore a definirle come “sparare su Bambi”.

Rinvio alla lettura del post originario per gli approfondimenti.

Annunci

2 Risposte to “Rendite da pubblico impiego”

  1. Diego 30 gennaio 2009 a 18:49 #

    … ma se me l’avessi chiesto come funziona il mercato degli insegnanti, te l’avrei detto gratis, senza comprare il corsera.
    Poi, visto che “sua santità” chiede ancora denari allo Stato, quindi anche ai non credenti, per le sue madrasse, ti segnalo la storia degli insegnanti di religione.
    Assunti e pagati dalle curie, dunque gente fidata, qualche anno fa passarono alle dipendenze dello Stato, senza alcun concorso, prova o esame.
    Ora, specialmente alle superiori, diminuiscono costantemente gli alunni che “si avvalgono dell’insegnamento della religione”, perciò un insegnante di religione si trova spesso classi di 4/5 alunni … ma lo stipendio pieno e sicuro!

    se lo sapesse Brunetta!

    • Cirano 30 gennaio 2009 a 19:44 #

      Ciao Diego! Tu sei quella che, in termine tecnico si definisce “una risorsa sottoutilizzata”. E’ vero c’è anche il capitolo degli insegnanti di religione, ma negli articoli che ho linkato se ne parla. Quando si dice “il potere temporale della divina provvidenza”. E a te tocca pedalare … in salita per giunta!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: