Colloquio di Papà e Alice a 4 anni e mezzo

30 Dic

Pubblico un colloquio con mia figlia Alice che ho trascritto molti anni fa, al volo su un foglietto e conservato gelosamente nel portafoglio. Oggi Alice compie 18 anni: è il mio modo di farle gli auguri.

Papà: “Alice, dove hai il sentimento?”

Alice: -Risponde indicando la testa e dicendo-  “Nel cervello!”

Papà: “Ma il tuo cervello è grande o piccolo?”

Alice: “Grandissimo”

Papà: “E a cosa ti serve il cervello?”

Alice: “A fare le capriole sul pavimento!”

Agli auguri però voglio aggiungere un regalo, di quelli che fanno pensare, è il finale dell’ultimo spettacolo che Gaber (quello che Alice chiama, per prendermi in giro, “l’artista di regime”) non ha avuto il tempo di portare sulle scene.

4 Risposte to “Colloquio di Papà e Alice a 4 anni e mezzo”

  1. AliCe cHe NoN ComMeNta Ma è ComMosSa* 30 dicembre 2008 a 09:33 #

    sniff sniff…gRaNde (?)

  2. Giorgio 30 dicembre 2008 a 15:18 #

    auguri ad Alice e al “coscritto”…
    ragionando di Gaber e del “cervello che serve a far le capriole” ho trovato straordinaria coincidenza con la risposta data proprio ieri l’altro a un tizio che affermava che la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia approvata dall’ONU 19 anni fa dovesse essere ora integrata con la “protezione dei minori dal plagio superstizioso”… ho risposto così:

    mah… sono veramente solo i minori da proteggere?

    il guaio è che stiamo vivendo un tragico periodo di regressione culturale… e i bambini sono solo un elemento a rischio di questa regressione… certo, forse il più importante, ma non il solo.

    Nei segni delle civiltà antiche si scoprono cose inquietanti… se ci pensate bene. Wiligelmo scolpì la “Genesi” sul portale maggiore del Duomo di Modena intorno al 1100 d.c…. andate a vedere la sua opera e confrontatela con la “Nike di Samotracia” scolpita 1300 anni prima o addirittura con il “Discobolo” che Mirone produsse quasi 1500 anni prima dei bassorilievi di Wiligelmo… volete fare un confronto con un bassorilievo? Guardate la “Colonna Traiana”… non parliamo più di Grecia ma di Impero Romano… ma siamo sempre a 1000 anni prima di Wiligelmo? Cosa è successo in quei mille anni? “Solo” la calata dei barbari? Può anche essere, ma i Celti erano ben artisticamente oltre a quella croce della quale si appropriarono ben presto i cristiani con risultati nefasti tanto quanto e forse più di coloro che li precedettero nel suo uso e della quale, come le mode, ogni tanto tornano i suoi estimatori.

    Ci volle Giotto per “scoprire” un’infantile prospettiva eppure i romani decoravano mille anni prima di lui le loro case con incredibili “trompe l’oeil”… alla fine, con Michelangelo, le cose sembrarono tornare a posto e, duemila anni dopo, l’uomo sembrò dimostrare di saper interpretare l’arte come Mirone… ma per uno che sembra salvarsi dall’affogare deve sempre esserci qualcun altro che gli rimette la testa sotto all’acqua… così al suo “Giudizio Universale” (di Michelangelo) qualcuno pensò bene dovessero essere messe le “mutande”.

    È il concetto di peccato che ci frega… cosa che i celti ignoravano e del quale i greci, invece, avevano un concetto opposto al nostro. Il nostro concetto di peccato… o meglio, quello di molti, è di trasgredire alla Legge Divina… il Dio si fa legislatore, quindi, fino a far confondere il peccato con il reato… per i greci il peccato era un errore dovuto alla non conoscenza, sapere voleva dire non essere indotti al peccato… Siccome la Legge la fanno comunque gli uomini, diventa spaventoso quando la fanno in nome di Dio e soprattutto, poi, la conformano proprio per risultare ostacolo alla conoscenza… tradotto si potrebbe semplificare in: «l’importante non è sapere, conoscere (come pensavano i greci)… l’importante è fidarsi di ciò che vi diciamo noi… o meglio… Dio». Come se un Creatore, per chi crede sia questa l’Origine, avesse bisogno di Rocco Buttiglione per regolare il suo disegno.

    Del resto, e provo a tornare all’origine della domanda iniziale, solo 40 anni fa un piccolo maestro di provincia insegnava da una strana scatola luminosa come si faceva a leggere e scrivere… non è mai troppo tardi, diceva… e infatti migliaia (forse milioni) di analfabeti impararono a non esserlo e si che a comandare in quella scatola non era il “sub-comandante Marcos”… oggi, quella stessa scatola (più o meno) invita a riflettere sull’importanza dei numeri… il 12, ovviamente, giorno della dipartita del nonno che ti garantirà di trovare nel tuo pacco i 500.000 euri… con l’accompagno… ci mancherebbe, di amuleti, dita incrociate e ammenicoli vari.

    Oggi vengono fatte Leggi per “togliere dalle strade alla vista dei nostri figli” l’immagine disgustosa di donne o sedicenti tali “lascive e corrotte”… tranne che poi sui canali televisivi, le stesse immagini sono proposte ad ogni ora (e non in cronaca)… altro che raccordo anulare… torme di ragazzine ambiscono a imitarle… anche perché hanno scoperto che dopo si può anche diventare Ministro grazie all'”uomo della Provvidenza” (non ho dubbi che chi fa le Leggi in nome di Dio o spinge affinché le Leggi siano fatte in nome di Dio finirà per definire anche quest’ultimo esemplare in tal modo, visto che lo ha già fatto in un passato tragico).

    Per una strana Legge, questa non scritta se non nell’ipocrisia che fa da impalcatura di una fede falsa e bigotta, alcuni “peccati” diventano “meriti” da ostentare… arricchirsi con furbizia, farla franca sempre e comunque, saperlo mettere in “quel posto” agli altri… quando l’ostentare si fa imbarazzante la parola magica è “privacy” e ogni parola viene intercalata a un’altra parola taumaturgica: “fede”. Cioè, per ciò che deve essere per sua natura pubblico viene invocato il diritto alla riservatezza (quando fa comodo) e per ciò che dovrebbe essere un fatto squisitamente privato si fa “volantinaggio” (sempre).

    Giorni fa ho “sbattuto la faccia” contro uno di quei manifesti 6×3 che comunicava con “gaudium magnum” (potrebbero dire quelli che di Leggi Divine se ne intendono) che con “Enalotto” possiamo diventare tutti milionari… o giù di lì… un senso di nausea mi ha colto… dopo lo sdoganamento di maghi e fattucchiere… ai cialtroni come il “Doc” che con il suo carretto e cappello a cilindro arrivava nel villaggio del West con unguenti e pozioni per ogni male… ora siamo al “rincoglionimento di Stato” (tranne poi scoprire che la società dell’Enalotto è adesso una S.p.A. e che uomo di punta di tale S.p.A. è stato quel tal Fiorani da Lodi… forse anche lui è un altro uomo della provvidenza)… ma a Dio bisogna desumere che vada tutto bene così… se gli uomini che in suo nome legiferano su questi argomenti nulla hanno da dire e sembrano solo preoccupati di quella povera disgraziata di Eluana nonché di speculare sulla disperazione e dolore della sua povera famiglia.

    Buon… domani a tutti.

    • Cirano 30 dicembre 2008 a 16:38 #

      Grazie “Signor G” (anzi G.G.)

  3. Diego 2 gennaio 2009 a 15:45 #

    grazie Cirano !
    rientro oggi da Genova dove ho incontrato un mare di bravi ragazzi non allineati (c’era il concerto di Jovanotti [a Genova, ovviamente gratis], e oggi mi ritrovo il video di Bisio/Gaber, che mi ero perso in tv e la splendida riflessione del tuo amico (Giorgio ?).
    Inizio l’anno confortato dal fatto che, nonostante tutto, noi ultratrentenni abbiamo solide radici che non ci fanno temere i venti più subdoli e impetuosi e non tutti i giovani sono fiori di plastica.
    Buon 2009 , sento che il vento sta girando …

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