AMBIENTE: l’Italia oltre “Cortina”

21 Ott

La chiamavano “Cortina di ferro” a partire dagli anni cinquanta era il blocco dei paesi dell’Est Europeo costretti sotto il giogo dell’URSS. Oggi che l’Europa dei 27 parla di ambiente l’Est (solo una parte) non ci sta e si mette in trincea in difesa della sua residua industria pesante (e inquinante) e l’Italia a dare manforte.

Ma se l’Unione è disposta a fare qualche concessione ad Est, ad esempio alla Polonia che ha le proprie fonti energetiche sbilanciate per il 95% sul carbone, pare che le bizze dell’Italia non porteranno a nulla, anche perchè, spega Sarkozy la decisione non dovrà essere presa all’unanimità ma solo a maggioranza qualificata.

L’Italia si straccia le vesti per i sacrifici economici senza riuscire a vedere i vantaggi che un accordo di questo tipo può generare, sia sulla bolletta energatica che sul potenziale di sviluppo dell’occupazione che le nuove tecnologie verdi possono attivare. Solo alcuni dati che riguardano la tecnologia più “matura” e collaudata per lo sfruttamento dell’energia solare: in questo grafico guardate la crescita degli impianti di solare termico in alcuni paesi europei dal 2002 al 2005 e in questo guardate gli occupati nel settore riferiti al 2005.

E’ proprio il caso di dirlo, l’Italia si è trasfertia “Oltre Cortina” di fumo questa volta!!!

(NdR I dati relativi al settore del solare termico sono stati estrapolati dai documenti dell’ESTIF – European Solar Thermal Industry Federation – della Ren21 –  Renewable Energy Policy Network for the 21st Century – da un rapporto di Legambiente, Enea e dal sito della Barcelona Energy Agency)

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2 Risposte to “AMBIENTE: l’Italia oltre “Cortina””

  1. Anonimo 21 ottobre 2008 a 18:41 #

    Diciamo che ai cugini d’oltralpe piace fare i fenomeni , visto che sono il più grande produttore di energia nucleare in europa ed uno dei primi al mondo.
    Quando anche l’italia potrà avvalersi di bassi costi energetici come i cugini grazie all’energia “pulita” nucleare potremo anche noi disquisire e prenderci in carico tutte le responsabilità europee.

    ciaoooooooo

  2. Cirano 21 ottobre 2008 a 19:08 #

    Osservazione non priva di fondamento dalla quale si evince un’ammissione implicita che non tutti danno per scontata: il nucleare è una tecnologia inquinante.
    Secondo punto: la vocazione nuclearista francese travalica l’orientamento politico e credo che abbia più a che fare con il concetto di “grandeur” che non con un’ideologia energetica.
    Terzo punto: perché riferirsi con l’esempio solo alla Francia e non, ad esempio, alla Germania solo per parlare dei grandi paesi dell’Unione, molto più sensibili del nostro nelle scelte a favore dell’ambiente?
    Grazie per il contributo

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