
Negli stessi giorni in cui nel basket, quello con la A maiuscola della lega A dilettanti, la Fulgor si è guadagnata gli onori della cronaca e le pagine dei giornali passando il turno in Coppa Italia, un altra Pallacanestro, quella over 40 di Verbania si aggiudicata il torneo nazionale di Milano 3.
Nata per gioco da un’intuizione di Beppe la squadra over 40 ha cuore verbanese, spalle bergamasche e testa perugina! Come nelle favole infatti una fanciulla che incontra il suo “principe azzurro” (un ragazzo d’oro, anzi “orobico”) ha fatto in modo che si conoscessero Marco, all’anagrafe Mirko e Beppe. I due non hanno mai smesso di giocare a basket ma per entrambi erano finiti da tempo gli “anni verdi”. Così, per gioco, ognuno di loro ha coinvolto i propri ex compagni di squadra in questa avventura iniziata a febbraio quando, approfittando del “bidone” tirato dalla squadra di Cantù all’organizzazione del torneo di Bologna in occasione della Coppa Italia, Verbania, con il nome di Verbania-Cantù ha preso parte alla competizione mancando la finale per soli 5 punti!
L’avventura ha talmente divertito i nostri cestisti brizzolati che si sono ritrovati altre volte, con alterne fortune, per il torneo nazionale di Cesenatico e in occasione di amichevoli cestistiche e di “forchetta”.
Nessuno avrebbe mai pensato di vincere nulla fino al torneo di questo fine settimana. Vinta la prima sabato mattina contro la fortissima Latina, acciaccata dagli infortuni e messa in ginocchio dalle assenze, è stato il turno di una delle due milanesi. I padroni di casi sono stati domati nei primi due tempi con una serie impressionante di “bombe” da tre di Mario, ma soprattutto di Diego. Con un vantaggio di quasi venti punti a metà partita è stato un gioco da ragazzi controllare fino alla fine.
Nell’intervallo tra la prima e la seconda partita abbiamo potuto assistere allo scontro tra “titani” delle titolatissime squadre di Bologna e Napoli; la prima che poteva fregiarsi del contributo di giocatori provenienti dalle serie maggiori, la seconda della freschezza di 2 o 3 giocatori, frutto di un’interpretazione tutta partenopea del regolamento, che gli “anta” li intravvedevano ancora da lontano! La partita è stata vinta da Napoli di un’incollatura.
Veniamo alla finale di domenica, il quintetto napoletano è d’ordinanza, tutti over 40, subito li mettiamo sotto di 5 punti con un tiro da tre e un paio di sospensioni da fuori area alle quali riescono solo parzialmente a replicare. Il nostro coach perugino “Angelo” schiera il quintetto migliore che riesce a rimanere punto a punto con gli avversari anche quando questi, capito che non sarebbe stata una passeggiata, mettono dentro i loro “fanciulli dai capelli corvini”. Cambiano i ritmi, le mani di Verbania devono correre dove non arrivano le gambe, la complicità di qualche drammatizzazione di troppo dei nipoti di Mario Merola e di un certo strabismo arbitrale fa in modo che i nostri migliori si carichino di falli.
E’ il momento delle cosiddette “seconde linee”, che tali non sono quando si tratta di amici, tutti offrono gambe e polmoni per la causa e la Napoli degli scugnizzi non dilaga, porta il suo vantaggio a più 8 , ma viene ripresa da un paio di bombe estratte come dal cilindro di un prestigiatore da parquet e tabelloni.
L’intervallo è sempre il momento più critico quando si tratta di basket “perigeriatrico” ma Napoli non sa che Verbania ha già giocato la sua arma segreta: Narciso! Narciso è un grande, massaggiatore vero, quello della pallacanestro bergamasca della serie A e di tanti altri sport praticati ai massimi livelli. Amico degli orobici è venuto a “tenerci insieme” con le sua arti magiche. Aveva già cominciato prima della gara fasciando alcune caviglie e frizionando cosce e schiene malandate, continua nell’intervallo e durante la gara come un “medico di battaglia” che sostiene i propri uomini dediti al combattimento.
La partita riprende, sempre più infuocata, con Latina che è sempre stata la sua bestia nera fuori causa Napoli non ci sta a farsi soffiare la vittoria dagli ultimi arrivati. I nostri migliori continuano a caricarsi di falli e sono costretti ad uscire, fuori un Diego è l’altro a “salire in cattedra” e piazzare un paio di tiri dalla media distanza che ci fanno rimanere lì, incollati. Napoli continua ad essere beneficiata da falli a favore, forse ci sono, ma il cronista non riesce a vederli tutti, probabilmente a causa del sudore salato che scivola dalla fronte e, non trattenuto dai capelli, scende a bruciargli gli occhi. Verbania è ormai decimata ma resiste e Napoli non mette dentro che solo una parte dei tiri dalla lunetta guadagnati. Inoltre anche il tiro dalla distanza inizia a fare cilecca, la stanchezza non ha età! Sotto le plance difensive le spalle orobiche tagliano fuori all’unisono con i movimenti sincronici della falange macedone, per i partenopei non c’è spazio a rimbalzo!
Siamo al gran finale, sotto di due a pochi secondi dalla fine i nostri eroi non riescono a metter il canestro del sorpasso, ci prova più volte Adriano dalla lunga ma ha le polveri bagnate, Diego e Mario sono in panca e poi non hanno la stessa mano del giorno precedente. Proprio negli ultimi secondi Adriano si ricorda del nome da condottiero che porta è prova l’ennesima “bomba” che, questa volta si, fa centro!!
Più uno ad una manciata di secondi dal fischio di chiusura. C’è ancora il tempo per una rabbiosa reazione napoletana ma Beppe prende palla e subisce fallo, si va ai liberi, il primo va fuori di suo, il secondo probabilmente sbagliato “di mestiere” per impedire la rimessa da metà campo degli avversari. Due secondi non bastano per avvicinarsi al nostro canestro, il tiro della disperazione scagliato da tre quarti di campo si spegne, irridente, sul muro del palazzetto. Coach Angelo allunga la sua striscia vincente.
Napoli dovrà riprovare al prossimo anno, la Verbania Lombardo-Umbro-Piemontese alza la coppa della 5 edizione del torneo “Memorial Morandotti” entrando nell’albo d’oro insieme alle due squadre uruguaiane che l’hanno vinta nelle prime due edizioni e a Bergamo che ha vinto le altre due.
