Contagiato dal New Green deal di Obama e sentendomi come un bonsai di Marchionne in verde ho pensato di investire tutti i soldi che dispongo e di indebitarmi per altrettanti per contenere le spese energetiche della mia abitazione e produrre energia col solare fotovoltaico. E per giunta si tratta di una trasformazione contagiosa … ho convinto tutta la mia famiglia e siamo partiti.
Non siamo mica diventati tutti matti all’improvviso, ci sono tutti i presupposti, etici, ecologici ed economici alla base della nostra scelta, vediamo di passarli in rassegna.
Fortunatamente la nostra situazione economica e professionale ci consente di disporre di un piccolo capitale che, altrettanto fortunatamente, non abbiamo mai investito in azioni Parmalat, Cirio, in bond argentini o nei loro cugini nordamericani. Ho sempre avuto una personale antipatia per gli speculatori e non fanno eccezione quelli di borsa. Il nostro lavoro è tutto sommato sicuro e non prevediamo all’orizzonte diminuzioni delle entrate.
D’altro lato il crollo della domanda mondiale non potrà essere certo sostenuto dall’incremento della spesa di una singola famiglia ma siamo fermamente convinti che la somma di tanti sforzi micoreconomici unanimemente indirizzati verso obiettivi ecosostenibili può essere in grado di modificare le la qualità dei consumi. Almeno ci si prova!
Anche il taglio dei tassi di riferimento aiuta chi intende “osare” la strada dell’indebitamento. Ormai i conti deposito on line (le uniche forme di risparmio che abbiamo mai azzardato) riconoscono un interesse attorno all’1,5%, mentre i tassi per i migliori mutui, in particolare per quelli a tasso variabile, si posizionano tra il 2,80 e il 3,20 % (fonte Altroconsumo maggio ‘09)
Per chi intende installare il fotovoltaico c’è anche la possibilità di “farselo pagare dalla banca” in pratica, nei casi peggiori le affittate il tetto e lei ci fa il guadagno, mentre in quelli più vantaggiosi lei paga l’investimento evitandovi di anticipare e a voi rimane qualcosina. In entrambi i casi a voi rimane l’impianto fotovoltaico che, se di buona qualità, avrà avuto solo un calo massimo della potenza dopo 10 anni tra lo 0 e il 10 % e dopo 25 anni, al massimo del 20%. Ma le “pulci” al fotovoltaico le rimandiamo au un post specifico. Alcune banche, come ad esempio Banca Etica, hanno elaborato prodotti finanziari ad hoc per gli interventi ecocompatibili.
C’è poi l’effetto “pensione integrativa”. Siamo sempre stati un po refrattari ad impegnarci in forme di pensione integrativa e abbiamo fatto bene, perché fino ad oggi i rendimenti sono stati quasi sempre molto deludenti. Ora però con il solare fotovoltaico e il “conto energia” abbiamo la possibilità di metterci una pensione ecologica sul tetto. In pratica possiamo finanziare l’impianto in 10 anni con una rata di poco superiore alla resa dell’impianto, tra dieci anni, terminata la rata del finanziamento, ci resta la resa del conto energia, la nostra “pensione integrativa”!
Conclusione: abbiamo dunque creduto ci fossero motivi sufficienti, per le tasche e per il nosto modo di vedere il mondo, per impegnarci nell’impresa … è bastato fare un po’ di conti!


