In uno dei tratti di italica costa a più alta densità di ombrelloni, quello tra Milano Marittima e Cesenatico, c’è un “buco nero”, lasciato da uno forma di turismo ormai abbandonata: le colonie estive.
In questa zona, lunga circa un chilometro si trovano veri e propri casermoni alti fino a tre piani, di un’edilizia spesso di cattiva qualità, tirati su in fretta e alla buona per portare al mare i figli del popolo nel periodo del boom economico.
E’ proprio in questo territorio, fino a poco fa in uno stato di vero e proprio abbandono che sta nascendo una nuova forma di turismo, quello sportivo-balneare.
Sono stato con gli amici del basket over 40 lo scorso fine settimana ad un torneo di “consolazione” dopo la disfatta di Gressoney, che non ci ha permesso di qualificarci ai campionati italiani assoluti di Rimini, in uno di questi casermoni in corso di riconversione, la “Colonia della Cassa Edile di Potenza”.
I lavori sembrava fossero stati sospesi per rendere agibile temporaneamente il secondo piano, c’era polvere di cemento un po’ dappertutto, i fiori piantati da poco ai lati dell’ingresso erano testimonianza più dell’intenzione di ingentilire lo “scatolone” che prova del successo estetico dell’operazione, ma credo che la strada sia quella buona.
Presso la struttura centrale di Eurocamp, squadre di giovani si sfidavano in tornei di calcio, pallavolo, basket, ecc… Nella hall tre televisori a schermo piatto diffondevano, ora la semifinale di basket Montepaschi Siena Benetton Treviso, ore il Gran Premio di motociclismo, ora le partite del campionato di calcio. La programmazione estiva prevedeva stages per tutti gli sport, con il volto dei grandi campioni a fare da richiamo. Il cibo spartano ma non mediocre, il servizio che ora giudicheremmo “sciatto” ma al quale qualche decennio fa non avremmo fatto caso.
In questa atmosfera da “festa dello sport” il risultato: qualificazione ai quarti di finale e sconfitta onorevole contro la fortissima squadra di Latina (finalista a Bologna) passa in secondo piano, quello che conta sono le giornate di sport vissute con gli amici e le nostre famiglie.
Per l’economia locale conta invece avere recuperato ad un uso che è insieme produttivo e sociale in pezzo di costa adriatica altrimenti “abbandonato”.



1 Commento
4 Giugno 2009 alle 5 56 am
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