9 Gennaio 2009...6 57 am

Bastano venti centimetri di neve per scatenare l’apocalisse

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Ricordo che da ragazzo che mi facevo grasse risate quando seguivo al telegiornale racconti apocalittici delle nevicate al Sud mentre scorrevano le immagini di paesi e città in cui tutto si bloccava per pochi centimetri di neve.

Non credevo che sarebbe successo  anche qui, ai piedi delle Alpi, dove in mezz’ora si raggiungono le prime piste da sci. Eppure veramente tutto è possibile perché lo scorso 7 gennaio, per meno di venti centimetri di neve, si è scatenata l’apocalisse.

L’emergenza è scattata nella tarda serata quando qualcuno, non si sa chi sia,  ha deciso che le scuole sarebbero rimaste chiuse l’indomani. L’annuncio della televisione monopolistica locale parla di una decisione presa in accordo tra Prefettura (ma non le avevano abolite? no, solo cambiato il loro nome in un impronunciabile UTG) e Provincia.

La Provincia non avrebbe avuto alcun titolo in materia, se non, forse, per gli edifici di proprietà (scuole secondarie), comunque i bene informati dicono che dalla Provincia non è stato diramato alcun ordine di chiusura.  Avrebbero potuto intervenire invece i Sindaci, che oltretutto avrebbero potuto differenziare gli interventi tra i comuni a mille metri di quota e quelli a 200 metri in riva al lago, invece non sono stati interpellati.

Morale, in serata con una striscia che scorreva sotto i programmi di una televisione che, telegiornale a parte, non guarda nessuno, i cittadino sono stati informati della chiusura delle scuole.

In questo modo i cittadini sono stati ripartiti in tre categorie:

I PIU’ FORUNATI, quelli che sono rientrati a casa presto la sera e hanno avuto modo di vedere il telegiornale locale delle 19,30 (che non si riceve in tutta la provincia) o quelli che, facendo zapping tra un programma insulso e l’altro, hanno intercettato la striscia blu in basso nella quale la  TV locale dava la notizia della repentina chiusura delle scuole.

I PIU’ PREVIDENTI che, essendo stati richiamati un paio d’anni fa per riprendersi i figli perché le scuole che erano state chiuse a metà mattinata, questa volta hanno telefonato in Prefettura per chiedere se le lezioni erano regolari. Ma bisognava essere veramente molto previdenti, perché la Prefettura non risponde al telefono nelle ore serali, invece si aveva probabilmente modo di parlare con un operatore della Questura il quale, non avendo evidentemente visto il telegiornale locale, non avrebbe saputo nulla. L’operatore vi avrebbe sicuramente consigliato di ascoltare il telegiornale locale che vi avrebbe condotto di cui al punto precedente.

I COMUNI CITTADINI:  non so cosa sia successo alla restante parte della popolazione; immagino che siano usciti di casa, come sempre, per accompagnare i figli a scuola e ne siano siano rientrati poco dopo trovando le porte sbarrate.

Inutile dire che l’improvvisa chiusura delle scuole ha decimato la presenza anche nelle fabbriche (quelle poche che hanno aperto a causa della crisi) e dei servizi pubblici e privati. Nell’Amministrazione dove lavoro io a occhio e croce mancava un buon 30% del personale.

Ma la cosa più bizzarra è successa alla locale ASL, presso il laboratorio analisi, dove, per un blocco (non si sa se direttamente causato dalla neve, alla disponibilità dell’omino che manovra i computer, o quale altro accidente) non era possibile accedere alla rete che governa i pazienti in accettazione. “L’operatore addetto” non era dunque in grado di riportare i dati scritti sull’impegnativa del medico a terminale, stampando in questo modo le etichette da applicare alle provette. Risultato: si fanno solo gli esami prenotati da tempo (per i quali erano già state stampate le etichette) tutti gli altri a casa, nonostante il “pericolo” neve, tornare un’altra volta. A nulla sono valse le rimostranze di chi sosteneva che le etichette si sarebbro potute scrivere (come un volta) a mano e i dati dell’impegnativa riportati in seguito a terminale, una volta risolto il guasto. Niente, tutti a casa!

Consoliamoci dunque con un allegro motivetto:

4 Commenti

  • 1) Chi sono i bene informati? Secondo te la TV ha detto che la Provincia era d’accordo e non era vero?

    2) Non è vero che si guarda solo il TG. I programmi di sport , cultura e TSI sono accettabili.

    3) Il monopolio non è fissato per legge. Se qualcuno vuol creare un altra TV , è libero di farlo.

    4) La striscia è cambiata durante la serata. Significa che la TV riceveva informazioni modificate e che qualcuno lavorava a quell’ora. In provincia e in prefettura c’era qualcuno?

    5) Il TG ha una replica alle 22.30 circa.

    6) Per il figlio piccolo (elementari), a me ha telefonato il sindaco.

    7) Per il figlio grande ( superiori ) ho telefonato a una prof che non aveva info dirette dal ministero o chi per esso ma aveva consultato dei siti ( prefettura o TV suddetta , non ricordo ) e quindi per lei non c’era scuola il giorno dopo .

    8) Se tutti telefonano in prefettura , non sarà possibile rispondere a tutti. Qui il problema non era gravissimo , anche se capisco che se qualcuno ha dei problemi con il lavoro e deve poi andare a riprendersi i figli a scuola e trovare come sistemarli può diventare una piccola tragedia. Credo che in caso di vera emergenza , per informare la popolazione la protezione civile o la prefettura etc… passerebbe casa per casa o con un megafono nelle strade.

    9) Il problema della ASL invece è vergognoso e scandaloso. Suppongo che gli operatori non erano autorizzati a scrivere a mano, senò sono da denuncia. Se non erano autorizzati , da denuncia sono gli amministratori della ASL. Chi decide di affidarsi all’informatica deve anche prevedere cosa far fare agli addetti in caso di blocco del sistema informatico.

    10) Riesci a far sentire il tuo-(il nostro) punto di vista alle “autorità” ( mi riferisco qui alla teoria dell’hub di un tuo post precedente ) , visto la tua posizione nell’amministrazione dove lavori ? Ci sono tantissimi blog in giro per il mondo , ma servono?

    • Ciao Alain Gilles, bello e circostanziato il commento. Provo a risponderti per punti:
      1)Non solo la TV, anche la stampa ha detto la stessa cosa, è noto che “cane non mangia cane”. Solo il Sindaco di Verbania si è mostrato pubblicamente in disaccordo ma … devi fidarti. Non rivelo le mie fonti.
      2)Hai ragione, stavo esprimendo solo un mio punto di vista. In particolare io apprezzo moltissimo il telegiornale della TSI e qualche volta mi godo pure le inquadrature degli amici in tribuna al palazzetto. Credo di non essere ancora riuscito a mandar giù un lungo programma di autoincensazioni in cui ha preso parte anche il famoso “Agente betulla” sospeso dall’ordine dei giornalisti per essere un informatore dei Servizi Segreti.
      3) Certo, ma qui ci troviamo in uno di quei casi di “monopoli naturali”
      4)Non ho passato la serata davanti alla TV mi sentirei di escludere che in provincia lavorasse qualcuno. Ma sei uno spettatore assiduo della TV locale se hai avuto modo di seguire questi particolari
      5) Lo so ma valgono ancora le mie osservazioni
      6) Mi tolgo il cappello davanti al tuo Sindaco. Questo è uno dei casi ( sono rari però) in cui i comuni piccoli funzionano meglio di quelli grandi. Come cittadino avrei preferito che la telefonata venisse da chi è pagato per essere al servizio dei cittadini (si legga funzionario) e non da chi aspira ad essere rieletto, specie se a meno di sei mesi dalle elezioni locali. N.B. non so dove abiti.
      7) Mi piace ancora di più.
      8/faccina)Le pubbliche amministrazioni avrebbero potuto attrezzare un risponditiore automatico tipo: “Per avere info sull’apertua delle scuole digita 3!”
      9) non so, sono in corso approfondimenti
      10) IMPORTANTE Cirano è un “personaggio” un divertissement, un soggetto di fantasia che si occupa da una scrivania di quello che vede tutti i giorni e “non perdona e tocca”. La vita reale è un’altra cosa, in quella, purtroppo, i “cirani” sono molto meno liberi, danno fastidio.
      I blog, possono costituire un HUB, un luogo in cui i cittadini fanno sentire la loro voce, si scambiano i loro punti di vista. Le pubbliche amministrazioni doverebbero aprire i loro siti, spesso inguardabili, ai contributi dei cittadini-blogger. Sta all’amministratore pubblico attento cogliere i suggerimenti che assumono carattere generale, valore per la collettività e non si occupano solo della buca davanti a casa o della lampadina dell’illuminazione pubblica spenta. Gli anglosassoni li chiamano “stakeholders” sono i portatori di interessi collettivi. I blog i siti web 2.0 based sono uno dei tanti modi per poterli ascoltare.
      Ciao. A presto

    • Aggiornamento al punto 9) del commento di Alain Gilles:
      oltre agli esami prenotati il laboratorio deve eseguire le urgenze e il pronto soccorso, quindi gli esami non prenotati. Questi ultimi sono circa 150 al giorno.
      E’ possibile intervenire con una procedura semi informatizzata che consente, una volta inseriti una serie di dari nelle macchine che fanno le analisi, tutte le informazioni del paziente direttamente sulla provetta. Questa operazione è tuttavia molto laboriosa e deve essere effettuata personalmente dal tecnico di laboratorio una volta effettuato il prelievo.
      La modalità in situazione di emergenza non consentiva pertanto di farsi carico anche dei pazienti ambulatoriali.
      Rimane il fatto che in due anni di installazione della procedura informatizzata il server collocato a Omegna è saltato almeno una decina di volte bloccando i laboratori analisi. Non sono un informatico ma credo che si possa fare qualcosa. C’è chi sa risopondere? Inviare consigli alla locale ASL.

  • Sarà laborioso, ma va fatto.


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