Da decenni la “Casalinga di Voghera” è per il Paese la persona semplice ma, al tempo stesso, espressione della saggezza popolare che, con applicazione e impegno, si dedica ad approfondire argomenti non sempre alla portata di tutti, per farsi una rappresentazione della realtà della quale non ha esperienza diretta. In definitiva per la comprensione della “Casalinga di Voghera” i fatti vanno in qualche misura “semplificati” in modo che lei possa coglierli e farne tesoro.
Alla “Casalinga di Voghera” vanno dunque spiegate in maniera didascalica le cose che non sono di tutti i giorni, come la “Politica” o la “Pubblica Amministrazione” un po’ come fa la giornalista Anna La Rosa, con la sua trasmissione “Telecamere”, un po’ cicaleggio e un po’ educazione civica.
I tempi cambiano, il livello di istruzione medio del Paese cresce ed oggi, alla “Casalinga di Voghera”, si sono sostituiti gli “studenti di Pontedera”, per l’esattezza quelli della quinta A del liceo scientifico “XXV Aprile” che con due insegnanti sono andati a Palazzo Madama ad assistere ad una seduta del Senato.
Dalla loro lettera, riportata integralmente sul quotidiano “La Stampa” di sabato 3 gennaio, emerge uno spaccato desolante di chi rappresenta il Paese, un quadro di assenteismo e di disinteresse. L’impressione che i ragazzi riportano da questa che avrebbe dovuto essere un’esperienza di “educazione civica” è riassunta in questi tre aggettivi: “delusione, amarezza, vergogna”. E la vergogna deve essere stata veramente tanta se, come raccontano nella loro lettera gli studenti: “le nostre professoresse si sono sentite quasi in dovere di chiederci scusa”.
A questo punto mi verrebbe da suggerire ai membri della “casta”, se vogliono continuare a coltivare la loro sopravvivenza, spacciandola per “bene del Paese”, di adottare le sedute parlamentari a porte chiuse per non diffondere un orrendo spettacolo di sé, in grado di “fiaccare il morale delle truppe”!
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3 Commenti
7 Gennaio 2009 alle 6 13 pm
delusione, amarezza, vergogna… sono le parole che sorgono spontaneamente sentento le notizie che provengono da Napoli dove la Iervolino, che non ha avuto il coraggio di dimettersi dopo la indecorosa gestione rifiuti negli ultimi 10 anni, ha presentato la “nuova” giunta comunale: l’ennesimo pastrocchio politico.
ma ancora più scandaloso a mio avviso è la situazione di pescara: come può il sindaco presentare un certificato medico che lo autorizza, senza dimostrare alcun sintomo di malattia, a stare 6 mesi a casa “perchè deve impegnarsi nella sua autodifesa”. Come mai a un mio amico che è stato colpito da due forme tumorali nello stesso momento, al massimo il medico concedeva certificati medici di 15-20 giorni alla volta, a seconda delle condizioni fisiche. Che tristezza di paese!!!
7 Gennaio 2009 alle 7 24 pm
Mala tempora currunt!
11 Gennaio 2009 alle 7 31 am
Così, su due piedi non ho saputo rispondere al commento di Alessandro. Ora lascio che lo faccia Bruno Tinti che come ex magistrato si esprime in merito con cognizione di causa.