23 Novembre 2008...8 39 am

L’oscuro lavoro dei “peones”

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Se qualcuno vi dicesse “Sono abrogati i commi 19, 20, 21 e 22 dell’articolo 3 della legge 25 dicembre 2007, n. 244″ che capireste? Nulla vero?

Se vi facessi osservare che la legge 244 del 2007 è la legge finanziaria del 2008, composta da solo 3 articoli, a loro volta suddivisi in centinaia di commi, comincereste,  forse,  ad orientarvi e, magari, ad allarmarvi un po’ di più.

Per farla breve vi svelerò che l’ abrogazione degli articoli di legge (anzi dei commi citati) spiana la strada alla reintroduzione degli arbitrati nel caso di controversie sui contratti pubblici. In pratica, attraverso la clausola compromissoria (arbitrato), le parti decidono nell’eventualità che si verifichi una lite sul contratto che viene stipulato, di non rivolgersi al giudice ma ad un collegio arbitrale nominato dalle parti.

Un bel “chissenefrega” direte voi, con i tempi della giustizia italiana! Peccato che la toppa sia peggiore del buco. Attraverso gli arbitrati la Pubblica Amministrazione, oltre a spendere centinaia di migliaia di euro, che finiscono nelle tasche dei giudici-arbitri, esce sconfitta dalle liti nel 94,6% dei casi! Insomma “Paga Pantalone”, si direbbe al Nord, o al Sud  “Cornuti e mazziati”.

Che la questione degli arbitrati, aboliti dal governo Ciampi, ripristinati da Berlusconi, ri-aboliti dal governo Dini e così via ,”puzzasse” lo sapevano un po’ tutti gli addetti ai lavori. Tanto che L’attuale ministro degli esteri Franco Frattini (gia alla Funzione Pubblica) li definiva una cosa “indecorosa” e invocava “l’incompatibilità totale fra lavoro istituzionale dei giudici e altri incarichi”.

Quella degli arbitrati sarebbe l’ennesima “porcata all’italiana” se dietro di essa non ci fosse una curiosità per gli abitanti di quella punta dell’ “italico suol” che s’incunea nella Svizzera, a nord del Piemonte, dove anche io vivo e che risponde al nome quasi impronunciabile (sicuramente non memorizzabile) di Verbano Cusio Ossola.

L’emendamento “arbitrati-Fenice 2008″ è a firma di tre parlamentari del Pdl Massimo Baldini, Luigi Grillo e Valter Zanetta, quest’ultimo esponente locale del partito del Cavaliere, talmente “peone”(1) da non essersi “meritato”, su wikipedia, a differenza dei suoi due sodali,   nemmeno due righe di descrizione che andassero oltre il suo nome cognome e professione, per questo sono dovuto ricorrere al sito del Senato che, per la verità, non dice molto di più.

Quello che stupisce (o meglio non stupisce) è che il “nostro peone”, sempre pronto a sgomitare alla TV locale, specialmente nei periodi pre elettorali, sbandierando il suo impegno per  la “montagna”, per i piccoli imprenditori,  per i piccoli comuni, per i piccoli agricoltori, per i territori marginali, ecc… ecc… non si sia sentito in dovere di riferire “a reti montanare unificate” sui suoi emendamenti. Ma questo per la verità sarebbe stato chiedere troppo, sarebbe bastato che qualche giornalista curioso avesse letto l’articolo di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul corriere di lunedì 17 novembre e ce l’avesse raccontato.

Ora che però almeno qualcuno sa, con l’aiuto del “Tocco” di Cirano,  che il senatore Valter Zanetta non lesina il suo impegno, anche per i “piccoli magistrati”, posso attendere fiducioso il tradizionale servizio TV sulle luci e le vetrine del periodo natalizio che si sta approssimando.

cirano

peone, pl. peones: dallo spagnolo, operai generici, fanti. Nel linguaggio politico i parlamentari gregari. Per estensione tutti coloro che non svolgono, in qualsiasi organizzazione, un ruolo determinante.

1 Commento

  • Cirano,
    qui siamo rimasti in pochi a cercare di smascherare la finta lotta contro le disfunzioni (queste sì, vere) della Pubblica Amministrazione . In realtà il sistema degli arbitrati è stato storicamente un mezzo osceno attraverso il quale non solo si sono arricchiti gli arbitri, ma soprattutto si sono arricchite le imprese che ad arte inventavano riserve onerossime e mal che andasse ( ma proprio male) si portavano a casa il 50% di denaro pubblico estorto spesso per motivi del tutto pretesuosi a fronte di una pubblica amministrazione incapace di far rispettare i patti…
    bel post

    atttila


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